Che cos’è il Forex?

Di guide al trading (cioè la compravendita di strumenti finanziari) nel mercato del forex (quello delle valute di tutto il mondo) è piena la rete. E allora perché parlarne? Perché siamo convinti di potervi dare una mappa a Faq per districarvi in questo mondo ormai diventato mitologico.
E se, come pensiamo, farete dei buoni guadagni …bhe, un like ci basterà come ringraziamento ☺

Cos’è il forex?
La parola nasce dall’inglese “foreign exchange” e indica lo scambio di una valuta per un’altra. Per numero ed entità di scambi (4 trilioni di dollari al giorno!) è il più grande (e lucroso) mercato del mondo ed è aperto a tutti. Tanto che, oltre ai privati (come presumibilmente sei tu che leggi la nostra guida) vi partecipano i governi, le banche centrali, quelle private e gli speculatori di ogni tipo. Il mercato del forex è aperto 24 ore al giorno, tutti i giorni, tranne la domenica.

Qual è la vera “regola” del forex?
Una sola: speculare sulla fluttuazione dei tassi di cambio delle varie valute traendone il massimo guadagno.

Come funziona esattamente il forex?
Si comprano e si vendono coppie di valute (in gergo spesso indicate come cross), che vengono indicate con il loro codice ISO di tre lettere. Quindi XXX/YYY: XXX è la valuta che stai comprando, YYY è il prezzo richiesto nell’altra valuta. Ad esempio: EUR/USD sta a significare quanti dollari sono necessari per acquistare un euro. Quindi, EUR/USD = 1,163, significa che ci vogliono 1,163 dollari per comprare un euro o, se preferisci, che un euro vale 1,163 dollari. Per capirci: se adesso decidi di acquistare 1.000 euro a 1,163 e fra un paio d’ore la fluttuazione del cambio ha portato a EUR/USD = 1,168, se vendi avrai 1.168 dollari, cioè avrai guadagnato 5 dollari. E’ chiaro che se il cambio si muove nell’altra direzione sarai in una situazione di perdita potenziale, e quindi aspetterai a vendere.

Per guadagnare con il forex devo quindi investire tantissimi soldi?
Assolutamente no, e questo è il vero motivo per cui il forex è così interessante. Il mercato, infatti, è caratterizzato dal cosiddetto effetto leva o “leverage”, che ti permette di acquistare e vendere grandi volumi di denaro investendo un piccolo capitale. In estrema sintesi, il leverage lo possiamo considerare come un prestito fatto dal broker all’investitore. Quando aprirai il tuo conto presso un broker (condizione necessaria per iniziare ad operare nel forex, ma ne parliamo tra un attimo), ti verrà comunicato il leverage che, normalmente, va da 50:1 a 400:1. Ad esempio, se la tua leva è 200:1, vuol dire che versando nel tuo conto di garanzia presso il broker 1.000 euro, ne potrai movimentare 200.000. Quindi, ripensando all’esempio di prima, il guadagno non sarà stato di 5, ma di 1.000 dollari. E’ ovvio che il leverage amplifica anche le possibili perdite.

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La leva viene espressa anche con il suo valore in percentuale, che viene chiamato margine. Così, il leverage 200:1 è margine 0,50%. E il margine indica la quantità di denaro che devi avere sul tuo conto in rapporto ai soldi che stai movimentando.

Come posso iniziare ad operare nel forex?
Quello che ti serve è un broker, cioè un intermediario che immette i tuoi ordini nel mercato. Molte banche lo fanno oppure ci sono i broker autorizzati dalla Consob ad operare in Italia, che offrono conti on line, interessanti condizioni di benvenuto e, spesso, la possibilità di aprire un conto gratuito di prova per fare un po’ di pratica prima di iniziare sul serio (per trovarli, scrivi “miglior broker forex italiano” su google e fai la tua scelta). A questo punto apri il conto, versi quello che sei disposto a investire (tenendo presente il leverage che ti da il tuo broker), scarichi il software che ti consigliano, segui l’andamento del mercato e prendi le tue decisioni.

Come posso pianificare guadagni (e perdite)?
Utilizzando gli ordini “stop loss” e “take profit”, con cui stabilisci la chiusura automatica di una posizione al raggiungimento del tuo obiettivo. Per capirci torniamo al nostro esempio dei 1.000 euro, acquistati a 1,163 dollari Usa, con leva 200:1 (cioè margine 0,50%). Fisseremo il take profit a 1,168, per vendere in automatico al raggiungimento di quella soglia, guadagnando quindi 1.000 dollari (perché, con la leva, abbiamo mosso 200.000 euro) e fisseremo lo stop loss a 1,161, per vendere in automatico al raggiungimento di quella soglia, limitando quindi la perdita a 400 dollari.